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"Tempi Moderni": The Sleepers - "Painless Nights" (Adolescent Records, 1981)

(A cura di Carlo Maramotti)

Conosciuti anche con l’appellativo di “Joy Division” di S.Francisco, in realtà tale definizione non rende giustizia al suono di questi Sleepers, effimera formazione figlia della prima scena punk californiana, ma con un mood decisamente europeo e pienamente new wave. Se un parallelo si può fare è con i Tuxedomoon, seppur la forma delle canzoni sia tradizionalmente rock e abbia poco a che fare con lo sperimentalismo forgiato dai concittadini, con i quali condivisero il chitarrista Michael Belfer. L’altra anima del gruppo era il cantante Ricky Williams, che fece parte delle prime line-up di Crime, Flipper e Negative Trend, nomi tutelari del primo hardcore americano, con la sua voce decisamente intensa che ben si adattava ai brani evocativi del gruppo.
Come detto in principio il gruppo ebbe breve vita, dal 1978 al 1981, e il lascito consta di un paio di singoli, un EP ed un album vero e proprio, tutti raccolti nell’ottima compilation “The Less An Object”. Agli esordi sono assimilabili al suono del primo punk californiano, mentre successivamente i brani assumono tinte decisamente più fosche per arrivare alle atmosfere decisamente dark delle ultime incisioni. All’alba nuovo millennio, quando esplose il synth-punk californiano, insieme al recupero di certe sonorità wave, credo che pochi li citarono, ma indubbiamente possono essere considerati degli antesignani. La chitarra di Belfer traccia trame vagamente psichedeliche, ma non disdegna echi del krautrock, come nella lunga Zero/Theory, tuttavia in misura maggiore l’eco degli Stooges e dei Velvet Underground la fa da padrone. Su questa reminescenza classica si innesta la sezione ritmica, che al contrario è figlia di quei tempi, e non è difficile scorgere echi del coevo suono dark-punk britannico. Non è quindi facile segnalare un brano piuttosto che un altro, in quanto lo stile è definito ed omogeno, ma per personale gusto trovo molto riuscita la conclusiva Los Gatos, per il suo incedere malsano ed oscuro. In definitiva un gruppo decisamente anomalo per la scena californiana del tempo, stretto tra il nascente hardcore e la tradizione alternativa di San Francisco, ma non per questo poco significativo. L’oblio è in parte dovuto alla poca reperibilità del materiale e all’esiguità dello stesso, problema che ha caratterizzato diversi gruppi di quell’area e periodo.

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