Columns

Immagine della column.
#1 - Considerazioni musicali con il contributo di mia madre: Nicolò Carnesi non sembra Rino Gaetano!

Si ringrazia Federica Di Gaetano per le suggestioni.
E si parla di originalità cantautorale, e di due occasioni in cui l’abbiamo vista.

Qualche bel verso di Brunori Sas riempie gli altoparlanti del salotto e mia madre chiede se si tratti di Rino Gaetano, le rispondo scocciata che no, “Ma sei stupida, ma’?”, aggiungo che deve imparare ad ascoltare anche ciò che di nuovo offre il panorama musicale italiano, che non esistono solo Sanremo e gli anni Settanta. Poi ascolto meglio, non voglio darle ragione (perchè le madri non hanno mai ragione, suvvia), però non vorrei che ogni tanto ci fosse una coincidenza, una collisione cosmica, DIVINA!, per cui questo possa accadere: forse non è così da stupidi scambiare il buon Dario Brunori per l’altrettanto buon Rino Gaetano.

In un marasma di autotune dove tutto è cantautorato, tutto è songwriting, tutto è geniale, e i cantautori della scorsa generazione (i figli di Dente, diciamola così) sopravvivono (bene, e meno male, “visto quello che sta in giro” direbbe mia madre) di temi nazional popolari come i viaggi aerei Lamezia-Milano, amori d’indecisione e chitarre acustiche, s’insinua qui l’originalità riccia e sicula di Nicolò Carnesi. Di quella scena prima citata così varia (ma rigorosamente maschile), di cui fanno parte il buon Brunori Sas, Dente e la sua chitarrina,Vasco Brondi e i suoi sentimenti urbani, si aggiungono i nuovi Lucio Corsi con i suoi stravaganti mondi animali, Colombe e il suo romanticismo vintage, Andrea Laszlo De Simone e la sua disperazione gracchiante e qualcun altro, sparso qua e là, Carnesi si rivela l’outsider: mente fantascientifica e stratificata di influenze, che sembra andare al di là dei temi nei quali ci si possa identificare a primo impatto. Mia madre lo ascolta e non lo scambia per nessun altro, ascolta l’ultimo “Motel San Pietro” e sembra un po’ “quell’altro lì che piace a te, quello…” dice intendendo Bon Iver.

Insomma, un aspetto che più che un cantautore lo fanno sembrare un personaggio di una serie televisiva di Netflix, timido genio, poeta di strada, scrittore da bar, artista concettuale, tenerezze e nuove sonorità che danno valore al testo. Sembra voler dire sono un cantautore, ma non sempre mi piacciono i ritornelli, e non mi scambiano per Rino Gaetano, i miei brani hanno code psichedeliche e durano anche dieci minuti, parlo d’amore e di intelligenze artificiali nella stessa canzone, canto in italiano e uso l’autotune ma non sembro, neanche minimamente, Ghali. No neanche Carl Brave x Franco186. Finisco a vederlo a Seregno, ad ascoltarlo in quel piccolo capolavoro di locale musicale che è il Tambourine. Lui da solo, che che una genuinità e chiacchiericcio impacciato, riempie di carisma il palco, da solo, giocando con i pedali e con una chitarra acustica che sembra maltrattare con molto rispetto.

Qualche settimana dopo una fila di ragazzine, universitarie con l’amore e la cultura addosso, lo fissano invece sedute per terra al Circolo Ohibò (che con la bellissima programmazione di quest’anno, non poteva che non includere anche Carnesi), ipnotizzate. Lucine colorano il palco, e il silenzio è imperante. Sentimentalismi che riempiono un locale sentimentale. Non si balla come si ballava da Brunori al Carroponte quest’estate, e non scavo né rivolto le parole come Le Luci Della Centrale Elettrica, sono semplice e diretto, “sono un codice binario”, così diverso anche per chi è abituato ad ascoltare versi in italiano, perché usciamo dall’Ohibò con la sensazione di aver vissuto timidamente qualcosa di originale, non l’ennesimo concerto milanese dove i vari “mi manchi” nei versi sono molti (seppur sempre profondi ed empatici, siamo sempre dei fan di merda di Dente in fondo). Qui nessun comune e universale "mi manchi", qui risuona imperante nelle casse toraciche un “sono l’unica prova cosciente, di te”, più impegnativo e insinuante, ugualmente universale.

Embed



  • Contenuti multimediali

Nessun contenuto multimediale disponibile.


  • Galleria

Nessuna immagine disponibile.