Intervista

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The Proper Ornaments: "Questa band è la combinazione di quello che siamo"

The Proper Ornaments sono il progetto di James Hoare (Ultimate Painting, Veronica Falls) e Max Oscarnold (Toy, Pink Flames): la band indie-pop anglo-argentina di stanza a Londra, dopo il buon esordio, “Wooden Head”, datato 2014, è ritornata proprio un paio di settimane fa con il suo sophomore “Foxhole”, pubblicato per la Tough Love Records. Noi di Troublezine.it abbiamo approfittato di questa occasione per fare una veloce chiacchierata via e-mail con Max per parlare del nuovo disco e non solo. Ecco cosa ci ha raccontato:

Ciao, come state? Per prima cosa potete raccontare ai nostri lettori quando, dove e come avete iniziato a fare musica insieme? Abbiamo iniziato nel 2008 nel sud di Londra.

So che sia tu che James avete suonato in altre band in passato: che cosa avete messo nella nuova band di queste esperienze musicali precedenti? Questa band è la combinazione di quello che siamo, così, in quel senso, è qualcosa di unico.

Quando avete registrato il vostro nuovo LP ad Hackney, la 8-track machine che avete usato ha avuto dei problemi, ma nessuno se n’è purtroppo accorto e quindi avete dovuto riregistrare quasi tutte le canzoni nella camera di James. Questo fatto ha influenzato in qualche modo l’umore dell’album? Ovviamente, registrando in casa, è diventato più rado e rilassato.

Quali sono i principali argomenti dei vostri testi? Sono personali? Da dove avete preso l’ispirazione? La maggior parte provengono dall’isolamento e dalla tristezza.

Quali sono state le maggiori influenze per il nuovo album? Mi pare che questo vostro sophomore sia più morbido e poppy rispetto al debutto: sei d’accordo? Siamo stati influenzati dai Mercury Rev e Debussy. Sono d’accordo con te.

Quali sono stati i principali cambiamenti sonori nel nuovo album? Come definireste il vostro sound in questo momento? Meno chitarre e più silenzio. Pop autentico.

Come funziona il processo creativo nella vostra band? C’è qualcuno in particolare che scrive i testi o la musica o si tratta di un lavoro collaborativo? Che cosa viene prima di solito, la musica o i testi? Arrivano insieme e continuano a cambiare fino alla fine.

Ho visto che state per iniziare un tour europeo nelle prossime settimane: quali sono le vostre aspettative per questi concerti? Ci sono possibilità di vedervi anche in Italia nel corso del 2017? Siamo molto contenti di poter suonare le nuove canzoni davanti a nuove persone. Speriamo di venire a suonare in Italia molto presto.

Essendo una band inglese, che cosa ne pensate della Brexit? Credete che vi danneggerà come artisti? E’ una grande cazzata. Potrebbe fare danni, ma ce ne sono anche di peggiori.

Avete qualche nuova band o musicista da suggerire ai nostri lettori? JC Flowers.

Un’ultima domanda: per favore potete scegliere una vostra canzone, vecchia o nuova, da usare come soundtrack di questa intervista? 1969.

[Si ringrazia Davide Iurlano di Goodfellas per la preziosa collaborazione nel realizzare questa intervista.]

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