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I Blonde Redhead, autentici trasformisti dell'indie rock, in data unica mercoledì prossimo al New Age

Tra gli innumerevoli pregi dei Blonde Redhead, uno spicca sugli altri, ovvero la capacità di essersi sempre reinventati, sempre messi in gioco, senza aver mai dovuto rinnegare il proprio credo e la propria natura.

Il trio newyorkese, dagli esordi quasi noise della metà degli anni '90, in un continuo mutar pelle è approdato ai giorni a suonare, quasi in pianta stabile, con un quartetto d'archi.

Nel mezzo c'è davvero di tutto: l'approdo alla Touch&Go Records con "Fake can be just as good", con al basso Vern Rumsey, già bassista dei fenomenali Unwound; il capolavoro "In an Expression of the Inexpressible", prodotto dal Fugazi Guy Picciotto e il guru dell'indie John Goodmanson. Una prima virata verso il pop con l'anno 2000, con "Melody of Certain Damaged Lemons" sempre sotto la conduzione di Picciotto. a cui fa seguito la tripletta "Misery Is A Butterfly", "23" e "Penny Sparkle", tutti sotto la gloriosa etichetta 4AD, grazie ai quali i Blonde Redhead ottengono un grande successo, sia di critica che di pubblico.

L'ultima uscita è "Barragan", un disco meno immediato dei precedenti, più sfuggente, nel quale rimane evidente l'intento dei tre di continuare il percorso di ricerca e sperimentazione che dura da ormai più di vent'anni.

Prossimi alla pubblicazione dell'EP "3 o'clock", in uscita il prossimo 3 marzo, saranno in Italia per un'unica data al New Age di Roncade (TV).

Questo il link facebook all'evento https://www.facebook.com/events/1438865802792061/

Biglietti su http://www.newageclub.it/blonde-redhead/


Intanto qui sotto un ripasso rapido:


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