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Rapporto MUSICA-SCRITTURA: ce ne parla Alessandro Pagani, batterista degli Stolen Apple

Qual è il rapporto tra scrittura e musica?
Ce ne parla Alessandro Pagani, batterista degli Stolen Apple.
A Febbraio è uscito il suo nuovo libro “Io mi libro”, una raccolta di frasi e dialoghi umoristici che attraverso doppi sensi e freddure mettono a nudo vizi, luoghi comuni e paradossi del nostro mondo.
-> http://www.iomilibro.com

A: Non trovo grandi differenze di ruolo nello scrivere il testo di un brano, lo può fare qualsiasi membro di una band, visto che chiunque ha la capacità di scrivere un testo. Altra cosa è la predisposizione a farlo, qui conta l'esperienza personale che riconduce all'attitudine individuale e artistica verso un interesse particolare. A prescindere se l'elaborazione di un qualsiasi testo richieda o no nozioni specifiche, generalmente i musicisti/scrittori hanno spesso parlato di argomenti attinenti alla musica (ricordo l'eccezione di Nick Mason dei Pink Floyd che appassionato di motori ne scrisse a riguardo). Nel mio caso non vi sono collegamenti distinti tra le due attività, se non tracce affini tra la parte ritmica sonora, la mia scrittura ed una stesura in generale, ovvero paragonare i vocaboli con i loro accenti ai colpi sulle pelli dei tamburi che, se suonati al momento e al posto giusto, possono modulare e guidare - piuttosto che un riff metrico d'un brano - un contenuto letterale.

Il tuo umorismo si basa spesso su giochi di parole, costruisci battute smontando le parole e rivoltandole dall’interno. Insomma, è un tipo di umorismo molto cervellotico e razionale, tutto l’opposto di quello che ci si aspetta da un musicista. Son due aspetti di te complementari?
A: Forse per questo negli ultimi tempi trovo maggiore di difficoltà a comporre musica, ma non a suonarla. Cerco di spiegarmi meglio, così da comprendere meglio anch'io: presumo che la composizione musicale necessiti di uno spazio totalmente libero davanti, un foglio bianco dove cominciare a scrivere le proprie note, attraverso una mente libera da condizionamenti esterni dalla quale far partire la propria creatività. Nella scrittura che ultimamente prediligo invece, tutto deve necessariamente partire da un vocabolo: se manca questo, trovo più faticoso imbastire un pensiero od una frase. In fin dei conti le parole sono infinite (considerato il fatto che quasi ogni giorno ne vengono create di nuove) le note invece sono soltanto sette… della serie datemi una parola, e vi costruirò una freddura arzigogolata. C'è un'altra breve considerazione da fare, collegata al fatto che in passato ho composto e suonato anche musica elettronica: in quel contesto, la ratio e la logica erano sicuramente aspetti fondamentali durante la fase creativa.

Quindi, in definitiva, in che cosa la tua scrittura è uguale alla musica?
A: La frequenza delle parole che nelle frasi del mio libro si susseguono scambiandosi e concatendandosi l'una con l'altra, può avvicinarsi al modo di suonare del batterista, che deve rispettare i tempi tecnici così come una freddura deve saper interpretare il movimento, la velocità dell'esecuzione e le pause....che invece io lascio al lettore, per la riflessione e la rivelazione dei miei arcani enigm-umoristici.

E del racconto finale, cosa mi dici?
A: Il racconto finale del libro, ovvero quello del sogno con ali vere al posto delle braccia, richiama sicuramente un mio pensiero psichedelico, perchè mi vede libero da cose terrene mentre mi 'libro' verso l'alto. Oltre a ciò, i periodi delle frasi del libro potrebbero ricollegarsi ad un 'solfeggio' letterale, dove ogni quarto è rappresentato dalla parola, ed ogni battuta da una lettera.

Da dove arriva, e come nasce questo libro?
A: Ho iniziato ad ironizzare sulle vicende del quotidiano da tempo: ogni piccolo o grande evento strano, personaggio bizzarro o circostanza paradossale si è prestata a regalarmi ogni contesto immaginabile o possibile per le frasi. Credo che saper ridere di se stessi sia un fattore evolutivo e di crescita importante, di fatto appena ho percepito questa necessità, ed avendo da tempo l'attitudine allo scrivere (ho iniziato a comporre poesie fin da adolescente), ho unito le due cose inaugurando un mio personale teatro empirico, forse un po’ irreale e tragicomico, dove ogni interprete potrebbe essere ognuno di noi.

Mi dai una tua definizione di freddura?
A: Posso rispondere con una frase del mio prossimo libro: "È dura la vita se dalle grotte esco?" - "Si Fred, dura" - 13.000 a.c. Flintstones - Vale a dire che se non c'è il lato grottesco, non può esserci la freddura. Secondo il mio punto di vista.

Io percepisco in te un’attitudine molto forte, e allo stesso tempo anche una profonda amarezza. Da qui il tuo martellamento di freddure.
A: Le vicende delle vita portano talvolta a fare delle scelte importanti, per scelte personali o cause estranee. Quando è successo a me, il fatto di prendere le cose con un filo di fatuità in più ha tolto qualche peso, sempre. Rivedendomi addietro nel tempo, credo d'aver sempre cercato di stemperare le delusioni e i rimpianti con auto-ironia, per vedermi da un'angolazione diversa che potesse rimettermi in contatto con l'universo. Da quando ho iniziato ad esorcizzare l'inquietudine attraverso una maggiore leggerezza dello stato d'animo, ho trovato tracce di sollievo a quasiasi amarezza.

Si riscontra da qualche parte nella tua scrittura che sei un musicista? E più precisamente un batterista?
A: Dovrei scrivere una freddura sui batteristi, e prometto che lo farò. Non saprei proprio come rispondere a questa domanda....non credo che leggendo il libro si deduca che sono un batterista.

E al contrario (e più difficile), nel tuo modo di suonare si può riscontrare in qualche modo che sei anche uno scrittore, un autore?
A: L’essere creativo abbraccia per forza entrambi i campi, ma quando suono la batteria e mi scateno, sfido chiunque ad immaginarmi scrittore.....e forse il bello è proprio questo: essere ciò che non si sembra, sembrare cio che non si è.

Una delle tue “frasi comiche” è stata scelta anche da Comix. Com’è successo?
A: Avevo inviato l'idea del manoscritto anche a Comix, prima di trovare in "96, Rue de la Fontaine" (l'editore che ha pubblicato il libro) qualcuno che credesse e aderisse al progetto. Gli autori di Comix mi hanno risposto dopo alcuni mesi, chiedendomi se potevano usare una frase del libro per la loro prossima agenda. Una vera sorpresa.

La domanda che non ti ho fatto ma che avrei dovuto farti?
A: Qual è la freddura a cui ti senti più legato? La prossima.

BIO:

Come scrittore: Nel 2015 ha prodotto in proprio il libretto "Le domande improponibili", un insieme di interrogativi assurdi su temi vari, a seguire nel 2016 è uscito il volume "Perchè non cento?" edito da "Augh Edizioni", 99 poesie 'ritmetriche' dove ha continuato a sperimentare con i giochi di parola, infine a febbraio di quest'anno è stato pubblicato "Io mi libro" per "96, Rue de la Fontaine" di Torino, una raccolta di frasi e dialoghi umoristici che attraverso doppi sensi e freddure mettono a nudo vizi, luoghi comuni e paradossi del nostro mondo.

Come musicista: Nel 1988 inizia a suonare le tastiere con Stropharia Merdharia, uno dei primi esperimenti punk-rock fiorentini. Seguirono negli anni altri progetti come Parce Qu'Il Est Triste, Hypersonics, (con i quali ha partecipato ad Arezzo Wave), Subterraneans, Malastrana e successivamente con i Valvola, assieme ai quali diede vita nel 1997 all'etichetta discografica Shado Records, attiva fino al 2007. Attualmente è batterista del gruppo rock Stolen Apple, che ha pubblicato l'album di debutto "Trenches" a Settembre 2016.

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