Insight

Immagine dell'insight.
Rapporto MUSICA-RECITAZIONE: ce ne parla Elaine Bonsangue

Lei è Elaine Bonsangue, una carriera da attrice, numerosi talenti sprecati e un nuovo progetto musicale quello di ELAINE che vede la produzione artistica di Carlo Barbagallo. Il suo singolo di debutto si intitola "Oltre Il Tempo", e lo potete vedere qui



Stare su un palco. Che differenza c’è tra un palcoscenico teatrale e uno musicale?
Nessuna; a primo acchito si potrebbe pensare lo spazio scenico musicale come luogo di massima espressione emotiva e di “libera istintualità" (anche se in realtà è un inesattezza) ma invece anche in una struttura rigida come in una messa in scena beckettiana è necessario raggiungere ed avere lo stesso tipo di forza emotiva e istintiva. La libertà è sempre e deve sempre essere vincolata per raggiungere la sua vera forza.

Pensando a quelle band che sono sempre in tour, spesso con canzoni che suonano da anni… Non è un po’ come portare in scena uno stesso spettacolo?
Si, è vero. La bravura sta nel rinnovarsi ogni sera, trovare uno spazio, un anfratto sempre nuovo dove andarsi ad infilare e rischiare. E, stare con gli altri. Non è una frase retorica, ascoltare l’altro ti rinnova sempre.

Ci si può emozionare lo stesso, anche a cantare per la millesima volta una stessa canzone?
Si. Forse non sempre con la stessa forza, un giorno un po’ di meno, altri di più, ma è la vita! Funziona cosi anche con l’amante migliore.

Per chi non ti conosce, presenti in breve la tua carriera come attrice?
Mi sono sempre definita una sorta di operaio teatrale e chi lavora o ha lavorato con me sa che è vero. Mi sono dedicata al teatro contemporaneo, Beckett e Muller soprattuto, fiction televisive (e come ha detto qualcuno: “la tv è come una bella c…è bella farla ma non guardarla”), molti corti, al cinema con Incerti, Faenza e Crialese.

E musicalmente invece, che cosa hai combinato finora?
Di tutto un po’, suoni distorti, urla, percorso roba strana, pizzicato corde, usato oggetti di qualunque natura.

Qual è la tua formazione? E i tuoi riferimenti? (musicali e non…)
Ho fatto una serie di seminari, quello più importante con Mamadou (attore di Peter Brook), una scuola triennale di recitazione “Quelli di Grock” a Milano… e lavorato e osservato tanto soprattutto quando ero molto piccola. Riferimenti? Credo nessuno, conservo frasi, letture, libri, incontri, maestri, e provo a portare tutto con me sempre in ogni lavoro ma solo di cose che concretamente mi hanno vissuto e vissuto. Indiana Jones, forse.

Cantare una canzone è come recitare?
Si, lo è.

C’è differenza tra interpretare un brano proprio e cantare un brano scritto da altri?
Forse con un brano scritto da altri è più semplice lasciarsi andare… scrivo e di solito mi vergogno un mondo subito dopo… mi vergogno, mi imbarazzo e mi irrigidisco!

Cambia anche in base a chi l’ha scritto?
Questo non lo so. Non credo.

Recitando bisogna stare attenti al ritmo come quando si fa musica?
Assolutamente si.

Vedendoti recitare, da cosa potrei dedurre che hai anche un orecchio musicale?
Non ho un orecchio musicale, ma so ascoltare. Molto bene. Credo di saper stare dentro un insieme di altri elementi e questo credo sia fondamentale in musica come a teatro.

Un monologo è come un assolo. Sì, no? Che altre similitudini ti vengono in mente?
Si, forse sono paragonabili, ma cambia radicalmente il mezzo. Un musicista ha per strumento un oggetto che prescinde la propria fisicità, è un prolungamento, ma non è parte del proprio corpo. Questo determina un epicentro sposato verso l’oggetto/strumento. Ogni manifestazione, narcisismo, virtuosismo, aggressività, tensione, cura, tutto insomma, durante l’assolo si focalizza nella massima espressione, e si vedono corpi curvi, aggrovigliati e proiettori dentro il proprio strumento delegando a questo ogni sorta di “racconto” e rapporto con il pubblico. Un attore ha come proprio strumento se stesso e quindi l’epicentro e il proprio essere. Ed ecco qui: abbiamo di solito due categorie di attori: i narcisisti e gli atleti. I primi, la maggior parte, spostando l’attenzione su se stessi, operano una sorta di divinazione per l’oggetto/corpo che mostrano, ostentano, e il messaggio viene sacrificato in nome di Dio. Gli atleti, sudano, faticano, comprimono, esasperano la propria fisicità per raggiungere la massima potenza espressiva e comunicativa.

Cinema, televisione o teatro?
Teatro

Ci parli di “Oltre Il Tempo”?
È un pezzo straordinario! Cos’altro dire? È un inizio, è sincero, appartiene ad un tempo che non è questo tempo. E’ un gioco sincero.

Cosa c’è nel futuro del progetto “Elaine”?
Un altro brano!

La domanda che avrei dovuto farti e che non ti ho fatto?
Ti sei smarrita? A volte...molte volte, si.

Embed



  • Contenuti multimediali

Nessun contenuto multimediale disponibile.


  • Galleria

  • TAGS