Intervista

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Intervista a Harley Flanagan

Siamo riusciti a raggiungere via mail Harley Cro-Mags Flanagan prima che arrivi, il prossimo 8 Dicembre, nella nostra città per l'unica data italiana del suo tour. Ecco cosa ci ha detto:


Ciao Harley, piacere di conoscerti, innanzitutto subito una domanda di rito: come sta andando il tour? E’ bello rivederti in Italia così presto dallo scorso Maggio dove partecipasti al Venezia Hardcore Fest! Puoi dirci le tue sensazioni riguardo al fest?

H: Piacere mio, il tour sta andando molto bene, e il Venezia HC è stato fantastico, ho incontrato persone fighissime e mi sono davvero divertito.

E’ appena uscito il tuo libro, perché proprio ora? La tua vita è stata un susseguirsi di avventure, ma credo tu abbia ancora molto da dare prima di scrivere una biografia!

H: “ho molto da dare” ahah! Non vuol dire che abbia finito le cartucce, solo che il libro era pronto e quel capitolo della mia vita ormai è concluso.

Sei stato al centro della scena new yorkese alternative da quando eri un ragazzino e partecipare in maniera attiva al momento più alto e vivo della vita del CBGB’s. Puoi dirci qualcosa a riguardo di quel periodo?

H: L’era d’oro per me sono stati i primi tempi in cui girava il punk e i primi tempi in cui ci si avvicinava alla musica hardcore.

Ho ascoltato il tuo nuovo album, devo dire che è una bella manata in faccia! Il primo pezzo ha delle sonorità molto punk, quasi alla Exploited, ma è chiaramente un tuo disco, sia da come il basso suona e sia come tiene su tutta la parte ritmica del disco. Quali sono state le tue influenze nel corso degli anni? Quali bassisti ti hanno più ispirato?

H: Ce ne sono molti, di vario genere, ma gli unici che hanno influenzato il mio stile di suonare sono Darry dei Bad Brains, Geezer Butler dei Black Sabbath, Rainy dei Discharge, Cronos dei Venom e Lemmy dei Motorhead, forse il più grande.

E’ il primo disco solista per te o almeno materiale nuovo dopo molti anni di assenza. Com’è scrivere un disco per Harley Flanagan? Le tue recenti esperienze con la scena hardcore di NY ti hanno spinto a fare questo disco?

H: Secondo te? ahah! Scrivo musica ogni giorno; creo riff e idee ogni tutti i giorni, anche per le liriche, sempre basate sulle mie esperienze e su cosa accade nella mia vita e attorno a me. Cerco poi di far girare le liriche con i riff e idee per un pezzo, cerco di mixare e far funzionare il tutto fino a quando la roba gira bene o almeno mi piace!

Amo il processo di scrittura, lo faccio per divertimento, ma non riesco nemmeno a farne a meno; mi tiene sveglio, tipo come un problema mentale! A volte non riesco a dormire perché ho in testa dei riff e voglio vedere se riesce a creare sempre qualcosa di più! Altre volte, quando sono rilassato, prendo uno strumento in mano e inizio a strimpellare. Mi fa sentire meglio.

Alcuni scrivono, giocano ai videogame o disegnano quando sono annoiati o da soli, io suono la chitarra o il basso. E’ una cosa che amo.

Le notizie che girano in rete riguardo alla diatriba tra te e John (Joseph, cantante dei cro-mags) sono troppo vaghe o molto spesso false. Non sono qui per prendere nessuna a riguardo, ma mi piacerebbe sapere soltanto se nel futuro ci sarà uno spiraglio per una possibile reunion dei Cro-Mags.

H: Se vuoi sapere la verità, leggi il mio libro. La mia porta è stata sempre aperta per John. Infatti, ho provato diverse volte nel corso degli anni a riappacificarmi con lui. Possiedo il Trademark sul nome dei Cro-Mags e possiedo diritti sui march della band e posso anche scrivere musica sotto il nome Cro-Mags; ultimamente ho offerto ai membri del gruppo di dividere questi diritti in maniera equa con tutti i membri che hanno suonato sul disco “The Age Of Quarrel”, e se volevano riunirsi per parlare di una possibile reunion, ma John ha declinato. Quindi trai tu le conclusioni.

Cosa hai imparato nel periodo in cui hai suonato con gli Stimulators e cosa invece nel periodo con i Cro-Mags?

H: Che non ci sono garanzie nel mondo della musica! ahaha Se vuoi avere una vita normale, non lasciare la scuola e trovati un vero lavoro. Ma non puoi negare a te stesso la tua natura, l’animale che c’è in te prima o poi viene fuori. Io sono così.

Cosa ti aspetti dal futuro? Come ti vedi ora e come ti vedi tra dieci anni? Padre? Musicista? Maestro di Ju-Jitsu?

H: Sono già tutte queste cose e continuerò ad esserlo. Per quanto riguarda il futuro, non è ancora scritto. Mi aspetto molte altre cose e, sinceramente, amo il mistero, fa sembrare il tutto più interessante. Al momento ci sono persone interessato a far diventare il mio libro in un film, così come altre persone sono interessate a farlo diventare in una serie tv. Chissà come andrà a finire.

Intanto è già diventato un graphic novel e uscirà l’anno prossimo. Per il momento mi concentro nel suonare e scrivere nuova musica.

Siamo arrivati al termine della nostra intervista, vuoi aggiungere altro?

H: Grazie a tutti quelli che mi hanno dato la possibilità a me e alla mia musica di essere la colonna sonora delle loro vite. E’ un onore per me.

Grazie mille Harley!

H: Grazie a voi.

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