Intervista

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Frankie Cosmos: "Sono molto ispirata dalla comunicazione e da come gli esseri umani si relazionano tra loro"

Frankie Cosmos è il progetto della giovane musicista di NYC Greta Kline, che da parecchi anni pubblica materiale sul suo Bandcamp sotto diversi moniker. Dal 2011 ha realizzato tre album (oltre a numerosi singoli ed EP) come Frankie Cosmos, che è ormai diventata una band vera e propria con l’aggiunta di altri tre componenti. Il suo disco più recente, “Vessel”, è uscito a fine marzo per Sub Pop Records e ora Greta lo sta portando in Europa e finalmente passerà anche in Italia per una data, prevista per martedì 5 giugno all’Astoria di Torino. Noi di Troublezine.it abbiamo approfittato di questa occasione per scambiare due chiacchiere con la gentilissima musicista statunitense e farci raccontare del nuovo disco, delle sue influenze, del tour e della Sub Pop. Ecco cosa ci ha detto:

Ciao Greta, come stai? Benvenuta sulle pagine di Troublezine.it. Frankie Cosmos è iniziato come il tuo progetto personale, ma ora ci sono anche altri musicisti che suonano insieme a te: per piacere puoi raccontare ai nostri lettori come si è evoluto il progetto Frankie Cosmos nel corso degli anni? Ora la possiamo considerare come una band vera e propria? Il tuo processo creativo è cambiato in qualche modo? Ciao, sto bene, grazie! Frankie Cosmos è sempre stato il mio progetto di scrittura, ma quando ho iniziato anche a esibirmi dal vivo ho avuto il bisogno di altre persone che suonassero insieme a me. Frankie Cosmos è il nome della band, ma è anche il nome del progetto – così ci sono alcune canzoni solo mie e altre che coinvolgono la band. I miei compagni di gruppo sono cambiati completamente da quando abbiamo iniziato: ora la line up vede me alla chitarra e ai vocals, Luke Pyenson alla batteria, Lauren Martin alle tastiere e Alex Bailey al basso. Tutti collaboriamo nell’arrangiamento delle canzoni e praticamente ognuno scrive le sue parti. Il mio processo di scrittura è molto fluido e cambia ogni volta, ma il cambiamento più importante nel processo creativo di Frankie Cosmos è che ora spendiamo molto tempo in tour e suonare le canzoni live ha sicuramente un effetto sul modo in cui le arrangiamo o le registriamo.

Il tuo terzo disco, “Vessel”, è uscito a fine marzo: secondo la tua opinione quali sono stati i maggiori cambiamenti tra questo album e “Next Thing”? Il batterista e la tastierista sono persone diverse su questi dischi e ognuno di loro ovviamente porta uno stile differente. Credo che gli album suonino in maniera molto diverso l’uno dall’altro e probabilmente le canzoni hanno un’atmosfera diversa man mano che io invecchio.

Quali sono state le tue maggiori influenze, mentre scrivevi il tuo nuovo disco? Di che cosa parlano i testi delle tue canzoni? Da dove hai preso ispirazione per scriverli? Sono molto ispirata dalla comunicazione e da come gli esseri umani si relazionano tra loro e con noi stessi. La maggior parte dell’album parla dei cambiamenti e di cercare di capire lo spazio negativo attorno a ciò che che è comprensibile.

Sei ancora molto giovane, ma hai già viaggiato tanto: viaggiare, andare in tour e incontrare nuove persone quasi ogni sera hanno influenzato in qualche modo il tuo songwriting? Sì, mi ha soprattutto limitato il tempo per scrivere delle canzoni, che a sua volta mi ha spinta a provare molti processi di scrittura differenti. Inoltre in passato molte persone mi dicevano che le mie canzoni erano molto specifiche riguardo a New York, ma ora che non sono quasi mai lì, sento che l’aspetto del luogo nella mia musica è più fluido.

Hai registrato il tuo nuovo LP insieme al produttore Hunter Davidsohn, con cui avevi già lavorato per i tuoi due album precedenti: che cosa ha portato nella tua musica nel corso degli anni? Cosa hai imparato da lui, quando avete lavorato insieme? Lui ha uno studio carino e tranquillo e inoltre sa come creare i suoni che vogliamo attaverso amplificatori e microfoni. Apprezzo il fatto di avere qualcuno capace in quel senso, così mi posso concentrare solo sulle canzoni, invece che sull’attrezzatura. Inoltre è una persona capace di mantenere l’atmosfera molto rilassata, così non siamo nervosi, mentre registriamo.

Posso chiederti del titolo del tuo disco, “Vessel”? Da dove proviene? Ha un significato particolare per te? Una nave (“vessel”) è qualcosa in cui puoi mettere dentro qualcosa o prendere fuori qualcosa, puo’ essere vuota o piena e cambia veramente significato a seconda delle tue aspettative. Per quanto mi riguarda il titolo parla della mia relazione con il mio corpo. E questo tema emerge in numerose canzoni.

“Vessel” è il tuo primo disco per la Sub Pop Records: come sei entrata in contatto con loro? Sei orgogliosa e contenta di poter lavorare con una label così importante? Sì, siamo assolutamente entusiasti di lavorare insieme a loro! Li abbiamo incontrati attraverso i LVL UP, che hanno firmato con loro prima di noi.

Sei in Europa in questo momento e suonerai a Torino tra pochi giorni: come stanno andando le cose? Sei contenta di suonare in Italia per la prima volta? Che cosa ti aspetti dal tuo concerto nel nostro paese? Il tour è andato molto bene finora! Siamo molto contenti di suonare in Italia per la prima volta. Ci piace sempre molto suonare in un nuovo posto. Non ho aspettative e non ho idea di come sarà lo show… Spero che la gente venga, ma non lo so.

Quali sono i tuoi programmi per l’estate? Suonerai a qualche festival qui in Europa? Sì, suoneremo in molti festival e concerti in giro durante l’estate. Puoi trovare tutte le nostre date sul sito “Frankiecosmosband.com”.

Ho visto che realizzi la tua musica sia in vinile che in cassetta: ti piacciono questi due formati che sono tornati di nuovo popolari dopo parecchi anni? Personalmente non ascolto molta musica nei formati fisici, ma mi diverto molto a creare gli artwork dei miei dischi. Realizzare musica in formato fisico aggiunge il compito di creare un pezzo d’arte da aggiungere a esso. Mi piace molto anche curare l’aspetto visivo.

Hai qualche nuova band o musicista interessante da suggerire ai nostri lettori? Lomelda, Anna McClellan, Vagabon, Merk, Reyna Tropical, Nice Try, Ó, Lala Lala, Body Type.

Un’ultima domanda: per favore puoi scegliere una delle tue canzoni, vecchia o nuova, da usare come soundtrack di questa intervista? Being Alive.

[Si ringrazia Ryan Oxley di Sub Pop Records per la preziosa collaborazione nel realizzare questa intervista.]

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