Intervista

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Alessi's Ark: ""Love Is The Currency" è il mio album più collaborativo, ma allo stesso tempo anche quello più personale"

Giovedì 2 agosto Alessi’s Ark (ovvero la musicista inglese Alessi Laurent-Marke) suonerà alla Casa Argileto di Roma all’interno della rassegna “Unplugged In Monti”, in quella che sarà la sua unica data nel nostro paese a supporto del suo recente quarto album, “Love Is The Currency”, uscito lo scorso anno. Noi di Troublezine.it abbiamo approfittato di questa occasione per contattare via e-mail la giovane musicista londinese per parlare della sua data italiana, del nuovo LP, di Mike Mogis, della Bella Union, delle sue influenze e dei suoi programmi futuri. Ecco cosa ci ha raccontato:

Ciao Alessi, benvenuta sulle pagine di Troublezine.it. Tra poche settimane suonerai a Roma in una venue molto intima: che cosa ti aspetti da questo concerto? Sei contenta di tornare a suonare in Italia? Ciao! Non vedo l’ora di tornare a suonare nella bellissima Roma. Ho suonato all’Unplugged In Monti con il mio caro amico Andrea Poggio dei Green Like July l’ultima volta ed è stato veramente molto bello. Non vedo l’ora di visitare la città un po’ più a fondo e di ascoltare un po’ di musica locale. Il mio amico Francesco Carlo, un commediografo romano, di rencente mi ha fatto conoscere i Baustelle e ho intenzione di recuperare qualcuno dei loro dischi!

Hai registrato il tuo primo album, “Notes From The Treehouse” (2009) a Omaha insieme allo storico produttore Mike Mogis dei Bright Eyes: che cosa ti ricordi di questa esperienza? Che cosa hai imparato da lui? Lavorare a Omaha è stata davvero una bella esperienza. Mike mi ha fatto conoscere la sua meravigliosa famiglia e i suoi fantastici amici… sono ancora ispirata da tutti loro dopo dieci anni. Mike mi ha fatto capire quanto sia importante e di valore creare e collaborare con coloro con cui hai una profonda risonanza. Questa connessione si puo’ veramente sentire attraverso l’arte!

Il tuo secondo e il tuo terzo album sono stati realizzati da una delle mie etichette preferite, la Bella Union: come è nata la vostra collaborazione? Come ti sei trovata a lavorare con loro? Simon Raymonde e io ci siamo sentiti online, dopo che avevo lasciato la Virgin EMI e ci siamo incontrati per un caffé per parlare di musica. Abbiamo iniziato a lavorare insieme poco dopo. Ci piace molta della stessa musica.

Il tuo quarto album, “Love Is The Currency” è uscito lo scorso anno: ti posso chiedere cosa è successo in questo lungo periodo tra l’uscita di “The Still Life” e quella del tuo nuovo disco? Ho avuto diversi lavori nella zona di Londra, ho coltivato preziose relazioni, ho scritto e ho vissuto.

Per “Love Is The Currency” hai lavorato insieme a Jago Jago e anche insieme ad altri membri e collaboratori dei Maccabees: ci puoi raccontare qualcosa del processo di scrittura e di registrazione del tuo quarto album? Ho incontrato Orlando Weeks e Felix White attraverso il loro progetto Young Colossus e Felix è stato molto gentile e mi ha aiutato con i primi demo di “Love Is The Currency”. L’ho incontrato a Brixton una sera dopo aver finito di lavorare e mi ha suggerito di contattare il genio Jag Jago. Jag poi mi ha presentato Will, il fratello di Felix, e poco dopo abbiamo iniziato a scrivere insieme… è stata un’alchimia magica. Tre è un numero cosmico. Felix ha aggiunto anche ottimi suoni di chitarra a Wives. La famiglia White è veramente molto talentuosa.

In “Love Is The Currency” possiamo ancora ascoltare quel senso di intimità che abbiamo sentito anche nei tuoi lavori precedenti, ma c’è anche un uso più ampio dei synth che ti ha permesso di espandere il tuo suono verso nuovi orizzonti: secondo la tua opinione quali sono stati i maggiori cambiamenti in questo nuovo disco? Questo è l’album più collaborativo, ma allo stesso tempo anche quello più personale: so che sembra una contraddizione, ma è la realtà.

Quali sono state le tue principali influenze, sia musicali che non musicali, per “Love Is The Currency”? Quali sono i principali temi nei tuoi testi? Da dove hai preso l’ispirazione, mentre stavi scrivendo? I temi e le ispirazioni derivano principalmente dalla natura, dal regno metafisico, dalle corde ancestrali, dalle modalità curative e dall’amore incondizionato.

Ci puoi parlare del tuo nuovo singolo Cut The Chord e del suo video, diretto dalle WildSisters? Le WildSisters sono delle mie sorelle e delle mie grandi amiche e avevamo intenzione di collaborare da tanto tempo. Sono un duo creativo che scopre e definisce uno sguardo femminile focalizzato soprattutto sulle narrazioni che vengono spesso trascurate. La canzone e il video mettono in evidenza la guarigione del divino maschile e femminile attraverso la luce, il movimento e le relazioni.

Quali sono i tuoi programmi per i prossimi mesi? Sarai in tour ancora a lungo? Suonerai a qualche festival? Stai già scrivendo nuova musica? Gli Ark e io abbiamo in programma alcuni concerti durante il mese di agosto e poi realizzeremo nuova musica da settembre. Presto annuncerò un tour di cui sono molto contenta.

Un’ultima domanda: per favore puoi scegliere una tua canzone, vecchia o nuova, da usare come soundtrack di questa intervista? Direi Love Travels. E’ stato bello parlare con te.

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