Live Report

Immagine del live report.
07.10.2017 Andrea Ramolo @ Bar Radio Golden, Conegliano (TV)

Degli oltre sette miliardi di individui che popolano il pianeta terra, poco meno della metà sono donne.

Di queste, diverse milioni sono universalmente considerate "di bell'aspetto". Restringendo ancora, alcune migliaia di queste donne di bell'aspetto sono dotate di una splendida voce. Alcune di queste inoltre sono musiciste e hanno composto delle splendide canzoni.

C'è poi un ristretto, elitario novero di belle-musiciste-che-hanno-composto-belle-canzoni che a tutte queste caratteristiche aggiungono una innata e travolgente passione e devozione nel dedicarsi alla sacra arte della musica.

Andrea Ramolo fa sicuramente parte di quest'ultimo gruppo.

Sabato 7 ottobre Conegliano ha ospitato la seconda data del tour italiano di questa cantanutrice canadese (ma con radici ben piantate in Italia, a Limosano per l'esattezza), la quale sta presentando in giro per lo stivale il suo ultimo disco solista "Nuda".

In versione "solo", accompagnata dalla sua chitarra nera, Andrea ha riempito l'accogliente e eccezionalmente affollato Bar Radio Golden con un'ora e mezza di pura poesia.



Una scaletta che, ovviamente presenta tutti e dieci i brani che compongono "Nuda", con una menzione speciale per una meravigliosa "You're everywhere", anche se tutti i brani, anche quelli che su disco si presentano in veste più elettrica e stratificata, assumono nuova vita in questa nuova veste, e nonostante gli arrangiamenti ovviamente più scarni e essenziali, si elevano a vere e proprie gemme di pura magia.

Oltre alla sua oramai fedele chitarra baritona, Andrea Ramolo, sfruttando le sue nozioni di tip tap, accompagna la sua musica poggiando su di una pedana di legno microfonata fatta in casa, con la quale accompagna ritmicamente i brani più vivaci.

Nella set list non poteva poi un tributo alle sue origini, già reso con la cover di "Caruso" di Lucio Dalla. Quindi ecco una incredibile "Piccola e Fragile" di Drupi (meglio anche dell'originale?) e una travolgente versione di uno dei più celebri brani di Nada, "Ma che freddo fa", che porta tutto il pubblico presente a cantare assieme, trasformando il live in un grande momento di comunione.

Assistendo al concerto è stato in questo preciso momento, vedendo il sorriso di Andrea e i suoi occhi quasi lucidi, sentendo tutti intorno cantare "Cos'è la vita, senza l'amore...", che ho realizzato dove fosse la grandezza dell'esibizione: non era la voce, seppur straordinaria, non era nemmeno l'abilità alla chitarra, sebbene fosse un valore aggiunto all'insieme, ma era Andrea stessa, la sua figura e la sua totale devozione verso ogni arpeggio, verso ogni frase, a renderla al tempo stesso "alta", dal punto di vista artistico/musicale, e vera, pura, vicina, nella resa, nell'interpretazione.

Ciascun gesto, ciascuna nota, ciascun verso non erano mai mera esibizione, ma espressione, del suo vissuto, del suo passato, del suo presente, di lei stessa nella sua interezza.

E la chiusura assolutamente strabiliante con la cover del connazionale Leonard Cohen, "Hey that's no way to say goodbye", è sembrata la degna e più sensata chiusura ad un concerto magnificamente vero.

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