Live Report

Immagine del live report.
12.01.2018 Soccer Mommy + Snail Mail + Honey Harper @ The Lexington, Londra (Regno Unito)

Siamo al Lexington di Londra, noto locale situato a pochi minuti a piedi dalle trafficate stazioni di King’s Cross e St. Pancras: questa settimana a farla da protagonista è stato il festival "Five Day Forecast" che ha visto tra i protagonisti Pale Waves, Liv Dawson, The Rhythm Method, Fanny Andersen e tanti altri.
Il successo ottenuto da questa rassegna, che presenta nuove interessanti band provenienti da tutto il mondo ed è organizzata dal noto sito inglese The Line Of Best Fit, è dimostrato dal sold-out ottenuto dalle ultime tre giornate: oggi sul palco della venue londinese saliranno Honey Harper, Snail Mail e Soccer Mommy.
Già dal primo artista che sale sul palco, la sala situata al piano superiore della venue risulta piuttosto piena e diventa perfino difficile trovare i centimetri di spazio vitali: si tratta di Honey Harper, ovvero il progetto di William Fussell. Il biondo e imponente musicista di Atlanta, ora residente proprio a Londra, ha pubblicato lo scorso novembre il suo primo EP con questo moniker, chiamato “Universal Country”, e ha lasciato da parte il synth-pop del suo gruppo precedente, i Mood Rings, in favore di un country-folk che racchiude tutto il sapore dell’America.
Fussell, che suona una chitarra a doppio manico, è accompagnato da basso, tastiera, lapsteel e flauto: il suono, che ha sicuramente più di un debito con la città di Nashville, è sereno e pieno di sentimenti e sembra un buon inizio per la nuova avventura di questo ragazzo della Georgia. L’unico peccato è la breve durata del set – di appena venti minuti – che si chiude con lo stesso William che, mentre i suoi compagni stanno già sistemando i loro strumenti, canta You Don’t Have To Say You Love Me di Dusty Springfield, accompagnato da una base in sottofondo, mettendo in luce le sue buone caratteristiche vocali.
Scendiamo un attimo per scappare dal notevole caldo all’interno della sala e, quando torniamo, dopo qualche minuto, il numero dei presenti è ulteriormente aumentato per il live di Snail Mail: fresca di un contratto con la prestigiosa Matador Records, con cui pubblicherà il suo primo LP nel corso del 2018, la giovanissima Lindsey Jordan, questo il suo vero nome, ha finora pubblicato un paio di EP, “Sticky” (2015) e “Habit” (2016).
Nel corso del suo lungo set (quasi cinquantacinque minuti), la teenager di Baltimora ora residente a Brooklyn, oggi purtroppo in versione solo, senza l’accompagnamento della sua band, mette in mostra notevoli potenzialità e una maturità piuttosto inusuale per la sua età: allieva di un mostro sacro dell’indie-rock a stelle e strisce come Mary Timony (Helium, Autoclave, Wild Flag, Ex Hex), la musicista statunitense sa ugualmente entusiasmare gli animi del folto pubblico inglese, seppure, come da sua stessa ammissione, insieme al suo gruppo sarebbe stata una cosa ben diversa.
Il suo indie-rock ci ricorda in più di un’occasione una certa Waxahatchee e notiamo anche che Lindsey è aggraziata da un buon senso melodico: la ragazza si dimostra inoltre capace di riuscire a colpire chi l’ascolta attraverso i sentimenti che ben riesce a esprimere. Il suo debutto sulla lunga distanza ci saprà dire meglio il suo valore, ma per il momento rimaniamo soddisfatti dalla sua performance di stasera.
Un’altra pausa per scappare dalle alte temperature del locale londinese ed è finalmente ora della headliner della serata, Soccer Mommy: siamo piuttosto sorpresi, a dire il vero, che proprio ora, quando è il protagonista principale a suonare, ci sia parecchio più spazio rispetto a prima e che quindi qualcuno abbia già deciso di andarsene.
Sophie Allison, questo il vero nome della bionda musicista nativa di Nashville ora residente a New York City, è una giovane e bella ragazza bionda, dai modi garbati e gentili e, nonostante sia febbricitante, prova a vincere quella sua timidezza che le si legge sul volto, cercando di scambiare qualche parola con il pubblico londinese: il suo primo album, “Clean”, che arriverà nel mese di marzo via Fat Possum Records, è stato appena annunciato qualche giorno fa e arriva dopo alcuni EP e una recente raccolta, “Collection”, uscita lo scorso agosto, che conteneva i suoi migliori pezzi nuovamente registrati insieme a una band.
Stasera, però, ritroviamo l’intimità della sua cameretta, tanto cara ai suoi primi lavori: anche Sophie, infatti, come poco prima Snail Mail, è sola con la sua chitarra.
Da subito, con la vecchia Skinned Knees, ci colpiscono la sua leggerezza, la sua malinconia e i sentimenti che la ragazza nativa del Tennessee riesce a esprimere attraverso la sua dolce voce.
Non c’è alcun bisogno di forzare i ritmi, anzi sono gli ottimi e gentili arpeggi della successiva Waiting For Cars a regalarci nuovi momenti preziosi. Il leggero velo di tristezza e di negatività non si cancella nemmeno nel nuovissimo singolo Your Dog, mentre l’altro nuovo brano proposto oggi, Still Clean è decisamente più romantico.
Dopo un’emozionante cover di I’m On Fire di Bruce Springsteen, condita da una delicatezza capace di scaldare i cuori dei presenti, lo show si chiude con la vecchia Grown, che con la sua calma ci fa ulteriormente innamorare della musica di Soccer Mommy.
Dispiace che il concerto sia durato appena quaranta minuti, ma, come dicevamo poco fa, Sophie era purtroppo influenzata, e forse non se l’è sentita di proseguire più a lungo: in ogni caso a marzo tornerà in Europa (speriamo venga aggiunta anche qualche data italiana) e la potremo rivedere insieme alla sua band e con il suo primo LP già pubblicato.
Per il momento ce ne torniamo al freddo, neppure esagerato, a dire il vero, di questa serata invernale britannica, ma lo facciamo con il sorriso perché la bionda musicista di Nashville, attraverso il suo melodico indie-pop, seppur coperto da un velo di malinconia, ha saputo scaldare i cuori dei presenti qui al Lexington.

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