Live Report

Immagine del live report.
05.04.2018 Nada Surf @ Tunnel,Milano

L’occasione è quella da non farsi sfuggire: il tour dei 15 anni di Let Go, disco che fu la consacrazione dei Nada Surf facendoli uscire dalla nicchia dei gruppi indie di New York.

Il locale questa volta è il Tunnel, storica location milanese ora nota più per l’elettronica che per esibizioni live vere e proprie.

Nati qualche anno prima al Liceo Francese di New York e fino a quel momento rimasto sempre un bel passatempo: “Fu il disco con una label vera alle spalle, il primo tour con una booking agency ecc” dirà Daniel Lorca con ancora i dread fino alla schiena per giustificare, dopo la ‘sua’ “La pour ca”, la celebrazione del terzo e non del primo lavoro.

Quindi fin dal primo accordo si torna al 2002 con ‘Blizzard of 77’, ‘The Way You Wear Your Head’, ‘Blond on Blonde’ fino alla finale con ‘Paper Boats’ tutto senza perdere un centimetro di fascino a dispetto del tempo.

Dopo una pausa accademica ricomincia lo show, un fiume in piena di nuovi e vecchi brani, come sempre la band non si risparmia e dopo l’ora di ‘Let go’ ne snocciola altre due farcite di tutta la loro storia: dall’ultimo ‘You know who you are’ al primo ‘High low’, il tutto senza un vero filo conduttore.

Si parte con ‘Imaginary Friends’ giocata su languidi intermezzi e veloci cambi di ritmo, ‘Teenage dream’, addirittura ‘Do it again’ da ‘The Weight Is a Gift’ da cui saranno tratte anche la stupenda ‘Always love’ e la finale ‘Blankest Year’ tirata come poche volte. In mezzo tanttissimo : l’imprescindibile ‘Stealmate’ trasformata in ‘Love tear us apart’, una ‘See These Bones’ dove un loquace Matthew Caws la dedica alla visita pomeridiana a San Bernardino alle ossa.

‘Popular’ sempre imperdibile apre la porta al finale alla sopracitate ‘Always love’ e ‘Blankest Year’.

Matt ormai è passato al capello total white ma sembra sempre più giovane dei suoi 50 anni, la voce è quella e la voglia sembrano immutate, soprattutto quella di comunicare con il pubblico con cui scherza, ringrazia e scambia qualche battuta. Tra l’altro ricorda che ad ogni tappa milanese in vent’anni non ha mai suonato nello stesso posto e la data al Transilvania (ex locale di Dario Argento a tema horror) pieno di bare e loculi con il bagno senza luci ma con una candela… nera!

Tirando le somme dei trentuno (!) brani non si può che augurare una ancora lunga carriera ai Nada Surf e al loro scanzonato e sereno modo di emozionare i propri fan.

Grazie a Via Audio per la collaborazione.

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