Live Report

Immagine del live report.
29.05.2018 June Of 44 @ Locomotiv Club, Bologna

(Live-report a cura di Carlo Maramotti - foto di ap1976parma)

La notizia del minitour italiano dei June Of 44, a distanza di quasi vent’anni dallo scioglimento, aveva destato immediata curiosità, anche perché sarebbero state le uniche date europee, per cui l’attesa e l’emozione era palpabile al Locomotiv di Bologna.


Il pubblico era composto a sorpresa di appassionati di tutte le età: di chi se li era persi all’epoca come il sottoscritto, di chi li aveva già visti o di chi li ha solo sentiti nominare. E onestamente devo dire che era da molto che non vedevo un pubblico così attento ed entusiasta.


All’arrivo sul palco i quattro sono accolti da un’ovazione a cui rispondono attaccando con Of Information And Belief, salutata da tutti con gioia, e nonostante l’aspetto dei musicisti sia decisamente appesantito, ma del resto non sono mai stati dei divi neppure in passato, la capacità musicale è inalterata con il basso pulsante di Fred Erskine e la batteria di Doug Scharin a dettare i tempi dal centro della scena. A fianco Jeff Mueller e Sean Meadows ricamano note sulle loro chitarre ricreando pian piano la magia degli album del gruppo.


Ad essere più saccheggiato è “Four Great Points”, che li lanciò nel firmamento post-rock, ma quando parte Anisette, seguita poi da Lusitania, entrambe dal secondo LP, “Tropics And Meridians”, sale un boato dal pubblico e a quel punto non ce n’è più per nessuno.


A tratti mi sembra di rivivere la magica serata bolognese in cui suonarono gli Slint, la stessa esecuzione precisa come se suonasse il disco anziché la band, ma devo ammettere che qui c’è più calore umano.


Quando chiudono, dopo una decina di pezzi, nessuno è d’accordo ed infatti riemergono dalle quinte per regalarci il “loro” pezzo, ovvero quella Sharks And Sailors che tutti volevamo sentire. È l’apoteosi e non possono neppure sottrarsi, quasi increduli, all’ulteriore richiesta di bis, e del resto tra il pubblico ci sono ragazzi venuti da Spagna, Polonia e Croazia per vedersi questo pezzo di storia del rock, forse l’ultimo capitolo veramente unitario rispetto alla frammentazione della scena odierna.


Onore ai June Of 44 e anche agli Uzeda che li hanno convinti a riformarsi per festeggiare il loro compleanno, una festa a cui abbiamo avuto il piacere di partecipare numerosi e da cui ci allontaniamo soddisfatti

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