Live Report

Immagine del live report.
09.07.2018 The White Buffalo @ Magnolia, Segrate(MI)

Preceduto dall’ ottimo cantante e chitarrista neozelandese Marlon Williams il terzetto capitanato da Jake Smith esce dalla coltre di fumo alle 22 in perfetto orario. Ormai oltre da quindici anni sui palchi l’autore dei brani di alcune delle più celebri serie americane (Sons of Anarchy e Californication) si presenta al Magnolia in occasione del tour europeo di promozione dell’ultimo ‘Darkest Darks, Lightest Lights’ successore del million-seller ‘Love and Death of Damnation’ che lo portò, ormai due anni fa, per la prima volta in Italia in un memorabile show all’arenasonica di Brescia.

Come detto sopra sul palco sono in tre Jake Smith voce e chitarra, Matt Lynott alla batteria e Christopher Hoffee al basso, niente fronzoli per loro a parte il grande drappo con il nome del gruppo alle loro spalle. Si inizia subito con Hide and Sick, opening track del nuovo album, classica ballad ruspante che subito infervora il pubblico. A proposito: 1600 persone tra cui spiccano tatoo e tutta una retorica 'hell's angels' che a Smith evidentemente non interessa vista la camicia a fiori (!!!) coloratissima.

Tornando alla musica, la voce c’è ed è sempre profonda: il tuffo al cuore di Don’t you want it evoca i fantasmi di amori andati così la delicata Go to the distance che vede anche i cori di Hoffee che insieme alla batteria sosterrà il suono della chitarra del cantante.

La setlist prosegue diritta senza troppe parole che non siano quelle dei brani pescati un po’ dal nuovo lavoro, un po’ dal passato come la classica Darlin’ what have I done o l’urlata Love Song #1 e ovviamente le celeberrime Come Join the Murder, cantata da tutto il pubblico (potenza della TV!).

Una sentita Joe & Jolene, la sempre profonda I got you e infine la bruciante Pilot concludono la prima mezz'ora del set.

Gli encore vedono Jake solo sul palco per un paio di brani in solo: Wish It Was True e la sempre bella Highwayman di Jimmy Webb, mentre con il gruppo infila una bruciante di How the West Was Won che mette la parola fine al concerto.

Sono sempre dell’idea che una minima parte solista(chitarra, slide o qualsiasi cosa) porterebbe i White Buffalo a vette più alte, ma forse perderebbero la loro peculiarità nell’accentrare tutto nella voce del cantante che sempre generoso ringrazia tutti prima di congedarsi e riprendere la strada ancora molto lunga prima di tornare nel Sud della California.

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