Live Report

Immagine del live report.
20.07.2018 The Eels @ KKL Luzerner Saal,Lucerna (Svizzera)

In una location in riva al lago il Blue Balls Festival di Lucerna porta in Svizzera l’ultima data del tour europeo della band di Mr E. Preceduta da Keir, astro nascente alt-pop inglese, dal bel sound molto orientato alle sonorità acute dei Cold war kids, ha tenuto banco con un pugno di canzoni che fanno ben sperare per il debut album senza ancora una data certa.

Dopo un rapido cambio di palco e una introduzione del direttore del festival la band di Los Angeles entra accompagnata dalla musica di Rocky e attacca subito con due cover: ‘Out in the Street’ degli Who e ‘Raspberry Beret’ di Prince. Mark Everett aka Mr E è completamente coperto da un cappello a tesa e dagli occhiali da sole, lui e il gruppo sono in total black. Il dressing-code per gli Eels è sempre stato importante, ora siamo tra i 60 e i 70 e lo si sentirà in diverse occasioni. L’attacco è potente, tanto da non sembrare la band che solo quattro anni fa portò in giro uno show teatrale a supporto di ‘The Cautionary Tales of Mark Oliver Everett’ senza tanti guizzi di energia. Il nuovo ‘Decostruction’ frutto di un ennesimo dolore per il leader, un matrimonio finito questa volta, ha visto tornare il sound più deciso che sembrava annacquato nel precedente lavoro.

Al solito Mark è molto comunicativo, scherza sul significato letterale del nome del festival e ovviamente con i compagni di band dove l’unica novità significativa è il batterista (l’ennesimo) soprannominato ‘Little Joe’, Joe Mengis, drummer di Portland che accompagna Big Al e the Chet ormai membri fissi da più di dieci anni.

Il sound è appunto quello da open air, aperto, potente come solo gli Eels sanno fare riarrangiando i loro pezzi. Del nuovo ‘Decostruction’ (alla fine saranno solo tre) tocca aBone Dry cupa e martellante, molto sixties nel trattamento che ne fa The Chet nel ricamare gli assoli.

Scorrono ‘Flyswatter’, ’Dog Faced Boy’, ‘Dirty Girl’ roca (già) come mai, ‘Prizefighter’ scanzonata e freak, ‘Rusty Pipes’ altro estratto dall’ultimo lavoro e ‘Open My Present’ picchiatissima. Tutto scorre senza soluzione di continuità, trovando sempre un nuovo modo per cambiare l’arrangiamento o lo stile del brano adattandoli alla formazione a quattro. Come al solito Jeffrey ‘The Chet’ Lyster si destreggia tra le diverse chitarre creando i tappeti e gli assoli dei brani sostenuti dai sempre precisi Big Al e Little Joe.

La lunga lista dei brani tocca indistintamente tutti gli album e come se non bastasse alla presentazione del nuovo venuto viene inventata la divertente ‘Little Joe’, quindi le classiche ‘My beloved monster’, ‘Novocaine for the Soul’, ‘I Like Birds’ la seconda cover di Prince ‘When You Were Mine’, la fenomenale ‘Mr. E's Beautiful Blues’ e il finale con il medley ‘Love and Mercy / Blinking Lights (For Me) / Wonderful, Glorious’ conclude un concerto in cui i quattro si sono dimostrati una band solida e precisa capace di divertire e divertirsi, una band da non perdere, mai.

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