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Sold out per l'unica data italiana di King Krule!

Anticonvenzionale, sfrontato, crudo. A soli 23 anni King Krule, proveniente dal sud est di Londra, ha saputo costruirsi la reputazione di una delle voci più crude e sorprendenti della nuova generazione di musicisti.

Esplorando le vie di South London, nel nuovo “The OOZ”, King Krule guarda con occhi risoluti la sua nazione, trasformando tutto il disorientamento e i cuori spezzati della sua giovinezza in onesta e brutale bellezza.

Il nuovo lavoro consacra Marshall a poeta della “dazed and confused generation”, dipingendo una cupa e qualche volta straziante immagine di una città che sta per frantumarsi.

Se “Six Feet Beneath the Moon” (2013) era un approfondimento rigoroso e sconnesso del lavoro di Marshall fino a quel momento; “The OOZ” spezza la concentrazione in modo preciso, evidenziando il modus operandi dell’artista. Sin dalle chitarre jazz della traccia di apertura “Biscuit Town” è facile comprendere come il canto dell’artista disintegri il romanticismo e la dissoluzione personale con dettagli acuti ma dolorosi. Questi temi lancinanti di auto-nichilismo e relazioni logorate sembrano legati all’esperienza di Marshall – una volta che tu ti perdi in qualcun altro, inevitabilmente ti perdi completamente se l’altra persona se ne va – e ricorre durante tutto il disco. “Why’d you leave me? Because of my depression? You used to complete me but I guess I learnt a lesson” canta in “Midnight 01 (Deep Sea Diver)”; mentre “Slush Puppy” è una spietata analisi di una coppia che non ha più niente da dare, come una versione tossica della ballata di Gainsbourg e Birkin. In “The Cadet Leaps” e “Czech One”, King Krule cerca un “porto sicuro” nella città che ama, solo per rimanere ancora deluso. Nemmeno la forte chimica di “Emergency Blimp” e “A Slide In (New Drugs)” riesce a sollevare da questa sofferenza.

Nonostante inizialmente sembri astratto, “The OOZ” è un titolo stranamente appropriato. Ci sono riferimenti agli scarti fisici, o come ha detto Marshall “sul cerume, muco, liquidi corporei, pelle e altre cose che escono tutti i giorni dal tuo corpo”; tuttavia funziona anche dal punto di vista figurativo, con “The OOZ” che rappresenta una profondità sconosciuta o gli orizzonti in cui una mente solitaria può viaggiare se si agita nel mare o cresce nel cielo notturno.

Potrebbe essere incasinato, scomodo, anche spaventoso, sembra dire Marshall – ma abbiamo bisogno di “The OOZ” per esistere.

ll concerto del 28 Novembre ai Magazzini Genarali di King Krule ha registrato il sold-out, consacrando il ventitreenne Archy Marshall uno degli artisti di spicco dell’anno! Noi di Troublezine abbiamo messo a disposizione un biglietto omaggio attraverso il contest che potete trovare cliccando QUI.

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