Recensione - Japandroids - Near To The Wild Heart Of Life

  • Tracklist :
    01 - Near To The Wild Heart Of Life
    02 - North East South West
    03 - True Love And A Free Life Of Free Will
    04 - I’m Sorry (For Not Finding You Sooner)
    05 - Arc Of Bar
    06 - Midnight To Morning
    07 - No Known Drink Or Drug
    08 - In A Body Like A Grave
  • Punteggio :
  • Artista :
    Japandroids
  • Stato/Regione :
    Canada
  • Data di pubblicazione :
    07 Aprile 2017
  • Prodotto da :
    Anti-
  • Social dell'artista :
    Icona MySpace
  • Social dell'etichetta :
    Icona MySpace

(Recensione a cura di Arturo Ciotti)

A metà tra il rock classico e il punk troviamo i canadesi Japandroids che da anni stanno riportando in auge il rock glorioso di un tempo. Il loro ultimo lavoro è “Near To The Wild Heart Of Life”, terzo della carriera; un LP che segue il grande successo di “Celebration Rock” del 2013.
Il disco è stato prodotto dopo una pausa di 6 mesi presi dalla band ad inizio 2014: più che una vera pausa dalla musica la definirei una pausa dallo stress del mondo musicale. Come leggiamo in varie interviste la band, infatti, non ha mai smesso di lavorare su nuovi materiali, spesso collaborando a distanza attraverso Dropbox. Il disco , il loro primo uscito attraverso l’etichetta Anti-, è un lavoro incentrato sul tema della partenze, dei cicli che si chiudono e delle storie che finiscono; Brian King (voce e chitarra) più volte nel disco ripete di dover partire, di come la rottura, seppur dolorosa, è così necessaria al punto da essere desiderata.
L’album parte direttamente con la title-track, rock pulito e sognatore, un ritmo sostenuto che ricorda sicuramente la scena punk anni 90. North East South West è un mix tra country e punk in una canzone dedicata all’immensità degli U.S.A. da viaggiare in lungo e largo: struttura classica di un pezzo rock dove cantante solista e cori si rispondono sopra un sound che non cede di un passo. L’impressione che viene fuori è quella da musica da stadio, un album che sicuramente finirà in molte librerie . Un sound capace di raggiungere tutti con anthems come True Love And A Free Life Of Free Will, una gran bella ballata da teenagers.
Per dimostrare di esserci anche loro e di non essere troppo fuori tempo, ecco che i Japandroids ci mettono una bellissima e romantica I’m Sorry (For Not Finding You Sooner), dolce melodia di synth con il giusto noise e una voce distorta che cede il passo del rock sostenuto per un pezzo di riflessione e malinconia, dove non c’è posto per la rabbia e l’energia ritrovata in altri pezzi .
Più il disco va avanti, più la band dimostra di saper impreziosire il loro sound di stampo classico con contaminazioni di vario genere che impregnano il lavoro di quel tratto che dopo tutto lo rende figlio del suo tempo.
Arc Of Bar è un brano che farebbe invidia ai Kasabian, un electro indie-rock che fa dondolare inesorabilmente la testa a ritmo di musica . A seguire Midnight to Morning , un pezzo fondamentale nella comprensione del tessuto emotivo che regge il disco: Brian canta “…bring me back home to you…” e riconosce quanto soffra lontano da casa e quanto desidererebbe tornare alla sua vera vita, pur sapendo di non potere, le cose sono cambiate e non c’è tempo per i rimpianti; allora via con No Known Drink Or Drug”. Un brano energico che ci catapulta sul finale In A Body Like A Grave e la domanda sorge spontanea: è una scelta o è per caso/necessita che questa sia l’ultima canzone dell’album? Beh! Sono una persona pessimista e mi piace pensare che sia stata una scelta della band che ci saluta cosi, passeremo tutta la vita in una prigione (il nostro corpo).
L’LP nel suo complesso è sicuramente un ascolto che consiglierei a tutti; la band è riuscita in un mix che mette le radici in tutta la tradizione rock americana, facendo riaffiorare sound e melodie di altri tempi, dal rock classico anni 60 al punk anni ’90 per non scordarci di quella vena emo-hardcore che contraddistingue ormai vari nuovi gruppi emergenti d’oggi .
Un disco che può solo che aumentare l’ascesa di questa band che ormai sta diventando la nuova bandiera di quello che rimane del rock inteso nella sua essenza più tradizionale.

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