Recensione - Riptides - Canadian Graffiti

  • Tracklist :
    01 - Shit Sandwich
    02 - Couldn't Care Less
    03 - Goodbye Hawaii
    04 - Totally Wasted
    05 - Wimpy Goes To Washington
    06 - Fast Girls
    07 - Get Out of My Dream Get into My Tardis
    08 - Homing Missile
    09 - Happy Ever After
    10 - Someone Just Like You
    11 - Eyes Wide Shut
    12 - Spies Like Us
    13 - Beam Me Up
    14 - I Don't Wanna Go To Work
    15 - Motormouth
    16 - Manchurian Candidate
    17 - Babybottle
    18 - Waterloo
  • Punteggio :
  • Artista :
    Riptides
  • Stato/Regione :
    Canada
  • Data di pubblicazione :
    14 Settembre 2017
  • Prodotto da :
    Something To Do Records
  • Social dell'artista :
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  • Social dell'etichetta :
    Nessun profilo social inserito.

Poco tempo fa, dopo le date di Dr Frank in Italia (#PunkRockRaduno), mi chiedevo cosa fosse rimasto del pop punk stile lookout nel 2017. La risposta era sostanzialmente “nulla”. Non fraintendetemi, ci sono molte band valide con un suono che deriva direttamente dalla rivoluzione dell’East Bay degli anni ’90, ma nulla di ugualmente semplice e disarmante allo stesso tempo.
Tra demenza senile e paura per gli attentati ho come l’impressione che ci siamo giocati pure i Queers, ultimi bannermen del genere, che alla soglia dei sessant’anni si ostinavano a rimanere (non sempre riuscendoci) sulla strada da loro tracciata nei trent’anni precedenti.
Ma ecco che dal nulla spunta “Canadian Graffiti”, che segna il ritorno dei Riptides sui nostri giradischi dopo 7 anni dall’uscita del loro ultimo LP.

Dopo aver saltato accuratamente la prima traccia (un’inutile pezzo strumentale che si apre con una scoreggia bagnata), ci si trova catapultati in un disco anni ’90.
Niente influenze moderne, niente diavolerie del terzo millennio. Solo punk rock, influenzato pesantemente dai Queers, senza che appaia come un plagio.
Si passa dai pezzi dal sapore più hardcore (Wimpy Goes To Washington/I Don’t Wanna Go To Work) ai pezzoni surf da limone duro(Goodbye Hawaii). C’è tutto in "Canadian Graffiti".
Tristi canzoni d’amore, pezzi da nerd (Get Out of My Dreams, Get into My Tardis/Beam Me Up) e canzoni su spie/guerra/roba da Manges. (Nota di merito per la cover di “Waterloo” in chiusura del disco)

Un perfetto riassunto di quello che il pop punk è stato, una dispensa che quasi potrebbe essere una compilation lookout del ’98 . Un disco anacronistico ma da avere assolutamente.

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