Recensione - Andrea Ramolo - Nuda

  • Tracklist :
    01 - You're Everywhere
    02 - Lonely
    03 - Hey Hey Hey (feat. Andy Maize)
    04 - Hold Me
    05 - Coming Out
    06 - Wild Town
    07 - Caruso
    08 - Chameleon
    09 - Fill The Spaces (feat. Matt Epp)
  • Punteggio :
  • Artista :
    Andrea Ramolo
  • Stato/Regione :
    Canada
  • Data di pubblicazione :
    05 Ottobre 2017
  • Prodotto da :
    Fontana North
  • Social dell'artista :
  • Social dell'etichetta :

Uno degli autori che più sento mio, in questo periodo, è Pier Vittorio Tondelli. Capita talvolta, d'innanzi a certi dischi, di non sapere da dove iniziare, perchè ogni partenza pare essere scentrata, parziale, inesatta.

Per una strana e curiosa combinazione, per un'involontaria e, in questo caso, opportuna alchimia, nella sua sconfinata potenza narrativa Tondelli ultimamente funge da grimaldello, per scardinare le più disparate situazioni.

Ascoltando "Nuda", il nuovo disco solista di Andrea Ramolo (prodotto da Michael Timmins, già Cowboy Junkies), artista canadese già nelle splendide Scarlett Jane, mi trovavo in questa empasse, quando sfogliando la raccolta di racconti "L'abbandono", mi travolge questo periodo: "Molto spesso non siamo affatto noi a scegliere le nostre letture, i nostri dischi o i nostri amori, ma sono gli accadimenti stessi che vengono a noi in un particolare momento, e quello sarà l'attimo perfetto, facilissimo e inevitabile: sentiremo un richiamo e non potremo far altro che obbedire".

Nemmeno se l'avessi commissionata ad hoc avrei potuto trovare qualcosa di più calzante; alcuni mesi fa, Andrea, mentre la intervistavo, mi aveva confessato che "Nuda" era il disco più personale e autentico che avesse inciso fin'ora. E il più doloroso, va da sè. Un periodo buio della sua vita, di sofferenza, privazione, era confluito quasi di getto in un brano,"You're Everywhere", un blues notturno e cupo (le chitarre di questo brano, che meraviglia...), il quale oltre ad aprire il disco, aveva di fatto tracciato la via per abbandonare il fondo e riemergere, "a riveder le stelle".

L'intima confessione soul di "Lonely", il simil roots di "Hey Hey Hey", duetto con il leader degli Skydigger Andy Maize, ci chiariscono senza possibilità di dubbio la grande abilità della Ramolo nel songwriting, mentre con "Hold Me" facciamo un salto indietro di quasi sessant'anni, con quell'Hammond tremolante e divino. "Wild Town" ed il suo incedere ritmato ci conducono a "Caruso", omaggio alle origini italiane della nostra, che si cimenta nel grande classico di Lucio Dalla, evidenziando una buona padronanza della sua "seconda lingua". "Chameleon", il camaleonte, è forse il brano chiave dell'intero album, dove si parla delle varie maschere che per comodità o per abitudine ogni giorno indossiamo, all'occorrenza, per non mostrarci come siamo, indifesi, nudi.

Il duetto con Matt Epp in "Fill The Spaces" chiude un album coraggioso, elegante e al tempo stesso brusco, diretto nei contenuti e nei messaggi, nel quale quale Andrea Ramolo prende musicalmente una decisa distanza dal suo passato colorato di country e folk per donarci dieci autentici sinceri ritratti.

Embed



  • Contenuti multimediali

  • Galleria

Nessuna immagine disponibile.