Recensione - LEV - EP2

  • Tracklist :
    01 - Damn Dogs
    02 - Paranoia Da Ballo
    03 - Null (kramut)
    04 - Joey Told Me
    05 - Reflections
  • Punteggio :
  • Artista :
    LEV
  • Stato/Regione :
    Italia
  • Data di pubblicazione :
    10 Novembre 2017
  • Prodotto da :
    Tostapane Zorro Records
  • Social dell'artista :
  • Social dell'etichetta :

Se c'è un limite che riscontro sempre più spesso in molte band, specie se esordienti, mentre ascolto i loro dischi per recensirli, è la mancanza di audacia. Ci sono un sacco di dischi molto belli, registrati in maniera impeccabile, suonati da musicisti preparati tecnicamente, cantati da voci educate e piacevoli, che formano un insieme di assoluto livello. L'esordio dei LEV, intitolato EP2 (non c'è dato sapere il motivo), non appartiene a questa cerchia. Nella maniera più assoluta. Un attimo, permettetemi di chiarire che non è che il loro EP d'esordio sia suonato male, stonato, registrato in cantina con un 4 tracce, anzi, ma non brilla per alcuno di questi aspetti. Ma brilla, eccome se brilla.

I LEV sono un quintetto sparso tra Padova, Bologna, Londra, dicono di utilizzare Dropbox con una certa frequenza, un pò come dei nostrani The Postal Service. Ma in special modo sono un gruppo che non si pone limiti, ma non per effetto di un ego troppo smodato o di eccessiva presunzione, quanto piuttosto perchè amano la musica, le sue infinite inclinazioni e possibilità, e non trovano un motivo valido per non tentare. E scusate se è poco.

In EP2 c'è così tanto materiale, così tante citazioni, accolte, rielaborate, remiscelate, in appena 19 minuti. Principalmente la lingua parlata è quella del pop, declinato di volta in volta nelle sue più varie accezioni. Damn Dogs è mutevole nel suo andare, spostandosi dall'introduzione affidata alla chitarra per evolvere in un finale ipnotico con annesso clap finale mentre entusiasmante e vagamente Radioheadeggiante la splendida Paranoia da Ballo. Null (kramut) poggia su una mirabile armonia ed equilibrio tra l'incedere cadenzato della voce e arpeggi di chitarra ad incrociarsi a seconde voci con risultati eccellenti. Joey Told Me, forse il brano più "canonico" dell'EP, fa l'occhiolino, con circospezione, ai TV On The Radio, e la conclusiva Reflections ospita al suo interno echi eightees, synth, chitarre quasi funky, tastiere in un crescendo che, ripensando anche Damn Dogs, rappresenta una delle migliori diapositive di questo splendido gruppo.

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