Recensione - Natalia Doco - El Buen Gualicho

  • Tracklist :
    01 - Al Que Madruga
    02 - Le Temps Qu'il Faudra
    03 - Jardín
    04 - Le Jeu
    05 - SOS (Interlude)
    06 - Respira
    07 - Barquito
    08 - Il Ne M'aime Pas
    09 - Niño Ausencia
    10 - Lejos La Espina (Interlude)
    11 - Remolino
    12 - Mademoiselle
    13 - El Buen Gualicho
    14 - La Última Canción
  • Punteggio :
    Non assegnato.
  • Artista :
    Natalia Doco
  • Stato/Regione :
    Piemonte
  • Data di pubblicazione :
    12 Novembre 2017
  • Prodotto da :
    Casa Del Árbol
  • Social dell'artista :
  • Social dell'etichetta :
    Nessun profilo social inserito.

Dopo una manciata di EP e un album, “Mucho Chino”, uscito nel giugno del 2014, Natalia Doco è ritornata a fine settembre con questo suo sophomore, realizzato via Casa Del Árbol, l’etichetta di sua proprietà.
La bellissima cantautrice argentina di stanza a Parigi lo ha preparato nel corso di due anni, lavorando tra la Ville Lumière e Buenos Aires: il disco è stato prodotto dal musicista Axel Krygier, suo connazionale, alla sua prima esperienza in questo ruolo al di fuori dei suoi lavori personali.
La ragazza sudamericana, che presto diventerà madre, ha superato il suo debutto sulla lunga distanza, giudicato piuttosto banale e scontato da più di una recensione, e ha avuto il coraggio di provare a sperimentare e a crescere: già semplicemente leggendo i titoli delle canzoni scopriamo che, oltre alla sua lingua madre, Natalia ha deciso di cantare anche in francese, idioma della terra in cui è ora ospitata.
Ci sono certamente influenze argentine e, più in generale, sudamericane nel suo disco, ma possiamo spesso ascoltare anche la classe retrò francese di qualche decennio fa.
In apertura (con Al Que Madruga) troviamo subito ottime percussioni, che ci paiono più avere a che fare con la musica brasiliana che con quella del suo paese natale: la voce della Doco è incatevole e tradizionale e non puo’ che essere una gradita sorpresa per le nostre orecchie.
La seguente Le Temps Qu’il Faudra modifica totalmente l’atmosfera e, oltre a cambiare la lingua, ci porta su terreni decisamente più raffinati, con l’aiuto del violino, che pare donare al brano una nuova leggerezza.
Ottimi fiati accompagnano i passionali vocals di Jardin, poi Barquito ci riporta ancora su territori più cari alla tradizione transalpina, mentre Remolino cita invece la musica messicana.
Molto strana, particolare e in un certo senso solenne la conclusiva La Última Canción, con le percussioni che accompagnano la soave voce di Natalia.
“El Buen Gualicho” è un album interessante e vario che segna un buon passo avanti per la cantautrice di Buenos Aires: le soluzioni sonore trovate dalla Doco l’hanno portata a disegnare paesaggi sonori diversi da quelli della sua tradizione e per questo non possiamo che farle i complimenti.

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