Recensione - Deaf Lingo - Bug

  • Tracklist :
    01 - Bug
    02 - Get Away
    03 - Split Pee
    04 - Feel the Ground
    05 - Glass Mountain
    06 - Aloe Vera
    07 - Red Led
    08 - Underclass Man
    09 - IGNIS
  • Punteggio :
  • Artista :
    Deaf Lingo
  • Stato/Regione :
    Italia
  • Data di pubblicazione :
    09 Gennaio 2018
  • Prodotto da :
    One Chord Wonder / Fatty Liver
  • Social dell'artista :
  • Social dell'etichetta :

Recensione a cura di josie

Una chitarra, una cassetta, e sono subito gli anni '90. Nati dal talento di Sandro, già Low Dérive, i Deaf Lingo ci sanno catapultare indietro nel tempo attraverso melodie vorticose e voci irresistibili, sintetizzando le eco del rock di un paio di decenni fa e un sound decisamente attuale. I pezzi di “Bug” sono briosi e aggressivi, melodici al massimo, da far muovere testa e piedino in perfetta coordinazione.
Incalzante, schietto e tutt'altro che morigerato, con "Bug" gli "heavy rockers" del milanese (così si auto definiscono) si dimostrano artigiani del rock-punk. Nelle loro corde senti Dinosaur JR e Weezer, ne individui le influenze che hanno avuto su band che ancora vent'anni dopo sono in debito coi mostri sacri: The Thermals, Rozwell Kid, Fidlar. Ma i Deaf Lingo non solo solo questo. Dopo l'EP del 2015 “Split Pee”, propongono un debutto sulla distanza (semi)lunga caratterizzato dalle medesime melodie travolgenti: “Bug” ti prende come quando sei contento e abbozzi un headbanging solitario in stanza. La title track anticipa perfettamente la personalità dei quattro, una bombetta di rock e andature sinuose corredata da voce e coretti spassosi e trascinanti. Segue l'esempio la bella Get Away, e si procede così con la stessa energia e solidità verso altri brani che sanno sempre colpire, e per le belle andature, e per gli assoli ben riusciti, e per la struttura sempre compatta (Feel the Ground, Aloe Vera, Red Led). Ottima anche IGNIS a concludere la corsa. In venticinque minuti di sound sporco e grezzo, i Deaf Lingo ti riempiono di sberle e sorrisi facendoti venire voglia di spaccare tutto.
Con il sound trasversale e divergente di “Bug” i Deaf Lingo trovano subito un posto nella libreria delle band da tenere d'occhio nei prossimi mesi. Con questo debutto, citazione condivisa per aver convinto persino i talebani di One Chord Wonder, “hanno rotto il punk rock”. E c'è poco da fare: quando un gruppo ha talento si sente e “Bug” ci fa desiderare ancora di più.

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