Recensione - Dream Wife - Dream Wife

  • Tracklist :
    01 - Let’s Make Out
    02 - Somebody
    03 - Fire
    04 - Hey Heartbreaker
    05 - Love Without Reason
    06 - Kids
    07 - Taste
    08 - Act My Age
    09 - Right Now
    10 - Spend The Night
    11 - F.U.U.
  • Punteggio :
  • Artista :
    Dream Wife
  • Stato/Regione :
    Regno Unito
  • Data di pubblicazione :
    04 Febbraio 2018
  • Prodotto da :
    Lucky Number Music
  • Social dell'artista :
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(Recensione a cura di Zacky Appiani) Rakel Mjöll (voce), Alice Go (chitarra) e Bella Podpadec (basso) sono le componenti di questo trio al femminile.
Le ragazze frequentano la facoltà di arti visive alla Brighton University, fanno già parte di altre band, ma decidono di formarne una tutta loro: obiettivo? Andare in Canada. Scrivono quattro canzoni ed in Canada ci vanno davvero, in tour. Un EP, una manciata di singoli e, pochi giorni fa, l'uscita del loro primo album.
Dream Wife è anche il titolo del disco che raccoglie alcuni brani già pubblicati come singoli.
Dall'open track Let's Make Out (che è pura sintesi tra taglienti riff e sensibilità pop) alla conclusiva F.U.U. ( sicuramente il pezzo più duro, ma anche più accattivante dell'intero album) ci facciamo incantare dalla voce di Rakel, caratterizzata dal forte accento islandese. Inni di chiara natura femminista, una donna non è un’ipotetica "moglie dei nostri sogni", come potrebbe essere invece un'auto o il gioco di parole "I'm not my body, I'm Somebody", un invito ad esplorare la sessualità femminile oltre i soliti e scontati cliché.
Le Dream Wife danno il meglio di sé nelle esibizioni live e il loro obbiettivo di portare quei suoni anche su disco è pienamente riuscito.
L'attitudine e l'energia punk si uniscono ad una apparentemente facile capacità nel trovare riff di chitarra (e qui dobbiamo veramente toglierci il cappello davanti alla bravissima Alice Go) ed alle melodie di Rakel, spesso sostenuta dai coretti della bandmates, sempre indovinati. Anche la parte ritmica gioca brillantemente le proprie carte, semplicità e tempismo, energia distribuita sapientemente in ogni pezzo.
Ascoltare un pezzo come Fire è un piacere per le nostre orecchie : la scintilla iniziale fatta scoccare dallo stupendo intro di chitarra che da solo sostiene l'intero brano e da archiviare alla voce "Riff dell'anno". Un brano che non a caso si chiama Fire: le ragazze di Brighton sono astrologicamente influenzate dai loro segni di fuoco a portare il termometro alle più alte temperature!
Non si può predire il futuro, forse tra dieci anni un critico musicale scriverà l'epopea di questo trio inglese nato quasi per gioco, oppure scompariranno nel nulla o nel freddo Canada. Sicuramente "Dream Wife" è un album più che eccellente: chiamiamole Riot Grrrls, oppure femministe, vediamole come punk incazzate, ma su una cosa non ho dubbi: queste ragazze hanno talento da vendere ed è quello che più conta.

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