Recensione - The Brazen Youth - Primitive Initiative

  • Tracklist :
    01 - You Could Not Provoke Me
    02 - Welcome To Primitive Initiative!
    03 - Birds Inside My Attic
    04 - Back Of My Mind
    05 - Death:posed
    06 - So Young Then
    07 - My Feet My Sun
    08 - Riverbeds
    09 - Burn Slowly / I Love You
    10 - Figure In The Field
  • Punteggio :
  • Artista :
    The Brazen Youth
  • Stato/Regione :
    Stati Uniti
  • Data di pubblicazione :
    19 Agosto 2018
  • Prodotto da :
    autoprodotto
  • Social dell'artista :
  • Social dell'etichetta :
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The Brazen Youth sono un trio residente nel Connecticut e proprio questo weekend hanno pubblicato il loro sophomore, che arriva a distanza di nemmeno un paio di anni dal loro debutto, “The Ever Dying Bristlecone Man”.

Arrangiato, prodotto e registrato dallo stesso gruppo indie-folk statunitense alla Ashlawn Farm di Lyme, CT, il disco è stato poi mixato da Charles Dahlke e masterizzato da Jacob Blumberg.

Come riportato nella loro biografia sul loro sito, proprio questa fattoria, dove i componenti del gruppo del Connecticut abitano, insieme a tutto ciò che la circonda, ha una forte influenza sulla loro musica pastorale e atmosferica.

Iniziamo e – sorpresa – ci sembra che, dal vicino New Jersey, siano riapparsi i nostri adorati Pinegrove: il recente singolo You Could Not Provoke Me, infatti, sembra uscito dalla penna di Evan Stephens Hall. La semplicità, la sincerità e la genuinità di questo brano, pieno di sentimenti, dalla strumentazione gentile e pulita, pare al primo ascolto provenire proprio dal gruppo che abbiamo conosciuto soprattutto attraverso il suo splendido sophomore, “Cardinal”.

La tavolozza dei Brazen Youth, però, va oltre a questo, come possiamo già notare anche da Birds Inside My Attic: una sensibilità che sembra uscire da un disco di Bon Iver, ma un sound più folk e riflessivo rispetto a quello del musicista del Wisconsin, con numerose dolci armonie, mentre piano e batteria elevano lo spirito del pezzo.

Molto morbida e gradevole anche So Young Then: con chiari riferimenti ai Fleet Foxes, ci porta in un mondo magico, naturale, pulito, dove ancora una volta i sentimenti rimangono ben visibili.

My Feet My Sun, invece, ci introduce a un’atmosfera più elettronica e cupa, ma sono poi i bellissimi fiati, il piano e la voce di Greta Stroebel, che qui accompagna quella del frontman Nicholas Lussier, a far cambiare il tragitto al brano, regalando un’altra serie di piccole emozioni.

Delizioso anche il piano che apre la successiva Riverbeds, che parte molto calma, ma che lascia anche lo spazio ad alcuni momenti di esaltazione con alcune improvvise fioriture, che a noi ricordano quella voglia di grandezza ascoltata negli ultimi album di Father John Misty.

La conclusiva e lunghissima Figure In The Field, dopo uno strano intro elettronico (ultimo Bon Iver anyone?), descritto attraverso la soave voce di Maria Donato, ci riporta su binari folk-rock pastorali con armonie delicate e una bella strumentazione, capace di supportare i vocals di Lussier. Nella parte centrale del brano, però, appare anche una ventata rock molto elettrica e adrenalinica, prima della conclusione, assolutamente scarna e malinconica, solo voce, chitarra e rumore di pioggia.

Se siete alla ricerca di emozioni “Primitive Initiative” è sicuramente il disco che puo’ fare per voi: i tre ragazzi del Connecticut sono molto bravi a descriverle attraverso la loro musica – qui aiutati anche da numerosi ospiti – e il loro sound, pur non nascondendo le sue influenze, risulta interessante, vario e ricco e sa scaldare i cuori di chi ascolta.

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